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Cynara – Fuga dall’Olimpo su una macchina da cucire – Intervista ad Alessia

July 9, 2016 0 Comments

The Italo Job: Ciao Alessia, qui a The italo job non abbiamo mai parlato di moda: stiamo parlando di questo, vero?
Ciao! Innanzitutto sono davvero orgogliosa ed emozionata di essere il primo progetto di questo genere ad entrare nel mondo di The Italo Job! Grazie! Non so come vuoi chiamarlo; Moda è sicuramente una parola troppo importante, che racchiude oltre a tradizioni e cultura anche progetti e professionalità di più ampia portata rispetto al mio mondo . Forse semplicemente possiamo dire che quando si parla di Cynara, si parla di un progetto di giovane sartoria

Cynara – Picture by Damayanti Zanesco

Cynara – Picture by Damayanti Zanesco

Hai scelto il nome di un fiore per il tuo progetto. Sbaglio o quel fiore punge anche un po’? Chi sei veramente?
In realtà il nome deriva, ancora prima, dalla mitologia greca; non ti annoio con il racconto completo della storia ma brevemente per farti capire cosa simboleggia , Cynara era una ninfa che abbandona il suo amato Zeus perché non sentiva adatta a se la vita piena di lussi e vizi dell’Olimpo e fa ritorno alla sua isola, ai suoi amici e alla sua famiglia. Per questo Zeus cerca di trasformala in qualcosa di così brutto e irsuto da allontanare tutti (un carciofo); nulla potè però contro l’animo della giovane, che anche in quella forma mantenne sempre un cuore buono, delicato e prezioso.
Ecco credo di essere così e credo che molte donne siano così: la nostra sensibilità ci espone a dolori che tentano di “imbruttirci”, di indurirci, di farci assomigliare a voi uomini, e il risultato è quello di alzare spine e scorze per non farci più toccare da nulla, allontanandoci anche da noi stesse. Non dobbiamo permetterlo. Dobbiamo andare fiere del nostro cuore tenero, che non significa debole, anzi tutt’altro; dobbiamo mostrare la nostra sensibilità e viverla con forza e coraggio anche nei momenti più duri.

Cynara – Picture by Damayanti Zanesco

Cynara – Picture by Damayanti Zanesco

Aspetta fammi capire, ci sei solamente tu dietro a questa idea? 

Sì. Da quando era ancora una carica energetica senza forma nella mia testa, ad ora.

Quindi questa è la tua prima esperienza in questo grande mare? Come mai hai deciso di tuffartici dentro? Sì assolutamente! I miei percorsi scolastici hanno un’altra direzione, anche se poi credo che tutto serva per arrivare al luogo in cui si è ora. Ho ancora tanto da imparare e sperimentare e non vedo l’ora.
Come ogni nascita e cambiamento è preceduta da un dolore e da una profonda crisi.
Ho sempre avuto interessi e aspirazioni artistiche; quando arrivi in un momento in cui perdi tutto di te stessa noi donne siamo capaci di analizzare noi stesse, la nostra vita, il nostro ruolo nel mondo, alla ricerca della spinta capace di riportarci in pace con noi e con gli altri. Per me è stata la nascita di Cynara.
Per farti capire visto che il tuo blog parla di musica…hai sentito che album pazzesco a ha tirato fuori Beyoncè quando gli è girata storta?
Ecco questo intendevo: Cynara è nato per risanare me stessa ma anche per volere trasmettere qualcosa alle altre donne.
Concretamente la passione per questo campo credo di averla sempre avuta: da piccola giocavo a fare la maestra, a vestire le barbie e a disegnare vestiti mentre mia mamma guardava Ridge Forrester in tv.
Ho iniziato con una passione, con tante idee, con tanta voglia di CREARE qualcosa di concreto e con non sapere attaccare neanche un bottone!

Da dove prendi le idee per disegnare i tuoi abiti? I tuoi lavori sono molto originali e curatissimi, c’è un concept che effettivamente li lega o si tratta di stelle che brillano di luce propria?

Non lo so di preciso…credo di essere molto sensibile dal punto di vista percettivo, quindi accumulo tante cose in testa; colori, forme, emozioni. Ecco proprio queste ultime cerco di rappresentare nelle mie piccole collezioni. Un certo mood, un certo stato d’animo che possa rappresentare al meglio un lato del mondo femminile.
Ad esempio l’ultima capsule si chiamava “Wanderer” e nasce dalle emozioni portate a casa dopo una piccola fuga a Firenze.
Come linea stilistica cerco di confezionare capi che siano portabili in diverse occasioni del giorno e della sera, che siano comodi e in qualche modo giocosi, ma anche sensuali e femminili. Non so, spero di riuscirci!

Sì, ok, ma chi confeziona effettivamente gli abiti? Chi sceglie questi tessuti? Che, tra l’altro, sembrano molto pregiati…
Tutto io. Non dormo molto ti confesso! Dal concept, al cartamodello, alla scelta del tessuto, al confezionamento.
Sì, ci tengo moltissimo alla qualità e alla scelta dei tessuti; anzi ti dirò che molte volte li acquisto guidata appunto da un certo progetto ma senza sapere bene ancora cosa voler confezionare; mi lascio poi man mano guidare da loro, cambiando a volta anche rotta in corso d’opera.
Poi mi piace aggiungere piccole rifiniture o ricami vintage che acquisto in giro per i mercatini… sono un pò feticista in questo campo eheh.

Cynara – Picture by Damayanti Zanesco

Cynara – Picture by Damayanti Zanesco

Siamo senza parole…complimenti! Ti piacerebbe che questo bellissimo progetto evolvesse e diventasse magari la tua principale attività? Ne faresti un lavoro?
Grazie davvero. Sento di avere ancora tanto da imparare e l’opinione delle persone che si avvicinano al mio progetto sono molto importanti.
Certo mi piacerebbe molto poter avere un piccolo laboratorio (ora lavoro in casa ed è davvero faticoso), e sicuramente di potermi permettere di dedicare tutto il mio tempo a questa passione.

E quanto grande è Torino per permettere che un pesciolino come te possa farsi apprezzare?
Nel senso, il Po sarà pieno di squali…
Ahahah no dai il Pò al massimo è pieno solo di nutrie, ma ci stiamo alla larga!
A parte scherzi ti confesso che al momento Torino è della giusta misura per me; iniziando questa avventura ho conosciuto solo persone favolose. Ragazze che lavorano nello stesso ambito con le quali condivido le esperienze dei mercatini, o ragazze che hanno professionalità affini; fotografe, organizzatrici, proprietarie/manager di negozi…sono tutte ragazze splendide e piene di energia. Ci si aiuta e ci sostiene a vicenda, ognuna ha un progetto che segue, il suo pubblico e il proprio mondo, quindi pestarsi i piedi non avrebbe neanche senso. Le opportunità che sono riuscita a cogliere in poco tempo sono nate da loro e con il loro aiuto e sostegno e questo è davvero bellissimo.

Cynara – Picture by Damayanti Zanesco

Cynara – Picture by Damayanti Zanesco

I tuoi lavori ci hanno attratto fin da subito e abbiamo potuto apprezzarli attraverso delle stupende fotografie. Per te questo tipo di comunicazione è molto importante? Ti distrae dal “prodotto” o è parte integrante di questo? E quanto rischia i distrarre gli altri dall’effettiva creazione?
Super importante. Come ti spiegavo sopra tutte le mie collezioni nascono prima da un mood e da un’ambientazione che poi cerco di rappresentare concretamente con i capi della collezione; questo passaggio di linguaggio e questo processo non potrebbe essere raccontato in altro modo se non attraverso le fotografie. Per me è molto importante raccontare tutto questo, poi quando trovi una collaboratrice che ti legge nel pensiero ed è in grado di far parlare i miei abiti, diventa oltre che importante anche davvero emozionante. Allo stesso modo tengo molto alla scelta delle ragazze che entrano a far parte di questo processo indossando gli abiti e posando per le foto; fino ad ora sono stata molto fortunata a trovare ragazze entusiaste con una spiccata sensibilità, capaci di rendere proprio l’obiettivo del servizio e l’anima degli abiti.
Tutta questa sinergia diventa evidente ancora di più nel piccolo visual che Damayanti ha realizzato; ti confesso che ogni volta che lo guardo mi commuovo.

Quale, questo capolavoro?

Effettivamente è bellissimo! A The Italo Job piacciono molto i sogni degli artisti emergenti. Credi che un giorno non riusciremo più a farti un’intervista di questo tipo?

La prossima volta spero di potervi invitare in laboratorio!

Invito accettato!

franky

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